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Disonore sulla maggioranza di Palazzo Marino


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Un fatto gravissimo quello che in questi giorni ha portato Palazzo Marino al disonore delle cronache e delle inchieste giudiziarie. Gravissimo, perchè i valori universali della libertà e della democrazia liberale vivono e si consolidano solo se sappiamo onorarli e difenderli ogni giorno, nelle loro singole manifestazioni e nei nostri singoli comportamenti; essi vivono nelle nostre singole comunità ed è da queste che essi riflettono la loro luce sull'intero paese.

I fatti sono noti. Il Consiglio comunale di Milano ha tempo sino al 31 marzo per approvare il bilancio di previsione del 2003. Insieme ad esso il Sindaco Albertini vuol far approvare la riforma dello Statuto comunale che ridurrebbe i poteri del Consiglio comunale a tutto vantaggio della Giunta, specie per quanto riguarda la cessione di quote delle aziende comunali. La sinistra non ci sta e presenta oltre 2000 emendamenti al bilancio di previsione, al fine di farne slittare l'approvazione oltre il tempo massimo: ciò comporterebbe anche la decadenza del consiglio comunale, l'arrivo del commissario prefettizio. Inutile dire che della riforma dello Statuto non se ne farebbe nulla. E' un vero e proprio braccio di ferro tra maggioranza di destra e opposizione di sinistra! Nella nottata del 14 marzo, però, arriva la Digos in consiglio comunale: si scopre che la maggioranza aveva un asso nella manica, anzi 92 assi.

Chiusi in cassaforte c'erano infatti 92 fogli firmati in bianco dai rappresentanti della maggioranza e pronti per essere riempiti con maxiemendamenti che avrebbero fatto decadere i 2000 proposti dalla minoranza. Gli emendamenti risultavano essere stati presentati entro il termine stabilito dal regolamento, ma come si è detto erano "in bianco". Scatta immediata la denuncia di Di Pietro, chiamato d'urgenza dai suoi consiglieri: le possibili ipotesi di reato sono quelle di falso o di abuso d’ufficio, o di attentato ai diritti politici dei cittadini.

Come tutte le notizie che riguardano la vita politica di una città, sia pure importante come Milano, siamo certi che anche questa si sia già persa nelle brume dell'oblio degli italiani. Il tam tam dei media propaga solo notizie sulla imminente guerra in Iraq, sulle sue possibili conseguenze nei rapporti internazionali, sulla crisi dell'ONU e della UE, sulle manifestazioni dei pacifisti. Noi vogliamo, non troppo sommessamente, ricordare che, mentre ci si scandalizza - giustamente ! - per le continue palesi violazioni dei principi democratici in tanta parte del mondo, quei principi vengono offesi e calpestati anche qui da noi, in quelle nostre comunità civiche che costituiscono la struttura portante del nostro sistema democratico e, dunque, della nostra civiltà. Non sono ragazzate o goliardate, come qualcuno ha scioccamente affermato a sua discolpa: sono macigni che vengono scalzati dalle fondamenta della nostra democrazia, con grave rischio per la sua conservazione e stabilità.

I valori universali della libertà e della democrazia liberale vivono e si consolidano solo se sappiamo onorarli e difenderli ogni giorno, nelle loro singole manifestazioni e nei nostri singoli comportamenti; essi vivono nelle nostre singole comunità ed è da queste che essi riflettono la loro luce sull'intero paese. Noi di Liberalitalia ci battiamo da tempo contro la diffusa convinzione che conti solo la grande politica; ci battiamo per far rinascere l'impegno liberale a partire da comuni, province e regioni. Il nostro messaggio deve volare anche sulle ali dei fatti di Milano, deve penetrare nel cuore e nella mente di ogni cittadino, in ogni comune d'Italia.

Anche Manzoni ha distolto lo sguardo da Palazzo Marino

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