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Roma, 17/18 gennaio: II° Congresso dell'Associazione Luca Coscioni

Inserito da:

Data pubblicazione: 30.12.2003 10:48



Carissimo,
Carissima,

Scrivo a te che nel corso del 2003 sei diventato socio o contribuente dell’Associazione che porta il mio nome, a Lei scienziato, ricercatore, accademico che, quando nessuno si preoccupava delle leggi oscurantiste in discussione alla Camera o al Senato, ha voluto firmare il mio appello ai Parlamentari; a Lei, ginecologo e medico della medicina riproduttiva che ha sottoscritto il Manifesto da noi proposto per contestare la legge sulla procreazione medicalmente assistita davanti alla Corte Costituzionale; a Lei che ha un nome così conosciuto e popolare da poter richiamare, molto di più di quanto possa fare io, l’attenzione dei mezzi di informazione; a Lei che per professione può comprendere meglio di altri quanto sia importante la libertà di ricerca scientifica.
Come tutti sapete in Parlamento è avvenuto il peggio. La legge sulla fecondazione assistita non soltanto vieta il ricorso alla fecondazione eterologa, non soltanto rende proibitivo per le donne sopra i 35 anni accedere a questo tipo di cure, ed estremamente gravoso per le donne più giovani, ma vieta definitivamente ogni forma di ricerca sulle cellule staminali embrionali. >>



Dopo quanto è accaduto in Parlamento, il Congresso dell’Associazione Luca Coscioni non sarà soltanto l’appuntamento annuale di un’associazione di malati, scienziati, cittadini. Con l’aiuto di Marco Pannella ed Emma Bonino, di Radicali Italiani e, spero, di voi tutti, stiamo lavorando ad un congresso che rappresenti una vera e propria convocazione degli STATI GENERALI di tutti coloro che avvertono la necessità di unire le forze per battere quello che si manifesta come un brutale e sorprendente attacco alla libertà di scienza e alle libertà individuali.
Occorre organizzare, nutrire di strumenti ed obiettivi raggiungibili la risposta laica, nonviolenta, cristiana, umanistica all’offensiva clericale e oscurantista che muove dal Parlamento e da quanti, dentro e fuori il Vaticano, “si credono ancora, e per sempre, padroni della nostre coscienze”, come mi scrisse José Saramago in un messaggio di sostegno alla mia candidatura alle elezioni politiche del 2001.
Già, la mia candidatura alle elezioni politiche… Vorrei ricordarla a quanti oggi si ergono a paladini della laicità, ma che ci lasciarono soli, e silenziati, nel corso dell’ultima campagna elettorale. Allora, lo ricorderete, ero il candidato capolista delle liste Emma Bonino per il Parlamento. Ero sostenuto da 50 Premi Nobel e da migliaia di scienziati che aderirono al mio appello per la libertà di ricerca scientifica. Sulla mia campagna, ma soprattutto sui temi su cui tentai di suscitare un dibattito, i media e tutte le altre forze politiche fecero scendere il silenzio. Quando Emma Bonino iniziò il suo sciopero della sete per difendere il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati, D’Alema, Berlusconi, Rutelli e, non poteva mancare, Bruno Vespa, dissero all’unanimità che la scelta di proibire o no ricerche che secondo il Premio Nobel Dulbecco potevano curare 10 milioni di malati, così come le questioni dell’eutanasia, della pillola abortiva, della fecondazione assistita erano “temi di coscienza”, e come tali non potevano essere discussi in campagna elettorale.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Senza alcun dibattito preventivo, senza che gli elettori fossero mai stati avvertiti dell’intenzione da parte della maggioranza di governo e della Margherita di proporre una legge proibizionista sulla fecondazione assistita e la ricerca sulle cellule staminali embrionali, in pochi giorni il Senato ha definitivamente approvato il provvedimento.
Oltre al danno la beffa. Ci dicono, infatti, che i parlamentari questa volta non avrebbero votato per disciplina di “partito”, ma secondo la propria “coscienza”, anche se a lasciargli questa libertà sarebbero stati (sig!) i rispettivi partiti.
Ci chiediamo come sia possibile che l'obbligo per la donna di impiantare un embrione malato, la proibizione della ricerca sulle cellule staminali embrionali, la proibizione della fecondazione con seme esterno alla coppia, insieme ai bombardamenti ormonali imposti dal progetto di legge sulla fecondazione assistita, rientrino nel campo della "libertà di coscienza", invece che in quello della lotta politica per conquistare il sostegno delle gerarchie vaticane.
Dal momento che ogni singolo parlamentare è, per dovere Costituzionale ancor prima che per diritto, libero da discipline di partito, richiamare la "libertà di coscienza" in questa occasione è in realtà un volgare pretesto, non certo per concedere ai parlamentari quella che è già una loro prerogativa ineliminabile, ma per nascondere di fronte ai cittadini italiani le responsabilità dei loro partiti e delle loro coalizioni.

Sono in molti in questi giorni a lanciare gridi di battaglia, ad annunciare comitati, manifestazioni e referendum. Gli diamo il benvenuto e anche un appuntamento, il congresso della nostra associazione. Sarà lì che si verificherà la loro reale volontà di battersi per una ricerca ed una società più libera, laica, aperta al contributo culturale, terapeutico e, non abbiamo paura ad usare questa parola, economico della ricerca scientifica. Abbiamo cercato di muoverci in tempo, ma siamo stati a lungo soli. Troverete allegato a questa lettera una breve cronologia della iniziative che abbiamo preso solo nell’ultimo anno. Si va dall’appello diretto ai parlamentari firmato da 2.276 scienziati, al Manifesto di 61 ginecologi in cui si preannunciano iniziative dirette ad aprire procedimenti giudiziari per affermare l’incostituzionalità di alcune parti della legge . Dalla battaglia al Parlamento europeo contro i tentativi di proibire la ricerca sulle cellule staminali embrionali a quella all’Onu contro la risoluzione proibizionista sulla clonazione terapeutica voluta dagli Stati Uniti e dal Vaticano.
Ci auguriamo che non succeda, come altre volte che, passata la fugace attenzione mediatica, con l’incalzare di altre emergenze politiche, tutti si dimentichino della vitale necessità di questa lotta, tanto più che le dichiarazioni ufficiali che abbiamo ascoltato sono state quasi esclusivamente incentrate solo sulla fecondazione assistita e non anche sulla libertà di ricerca.

Al Congresso possiamo organizzare la vera, forte, e vincente risposta all’approvazione della legge; aiutatemi a convocare gli Stati Generali di tutti coloro che si oppongono all’oscurantismo, allo Stato confessionale, alle imposizioni etico-religiose. So che ce la posso fare, so che posso vivere, so che, insieme, possiamo sentirci ed essere più forti nel portare avanti le nostre convinzioni profonde.

Vi aspetto sabato 17 e domenica 18 gennaio 2004 a Roma, presso la sala congressi del padiglione 31 dell’ex manicomio Santa Maria della Pietà. Detto per inciso, ci tengo moltissimo a questo posto, non solo perché è completamente accessibile alle carrozzelle dei disabili, ma perché se in passato è stato un luogo di violenza, restrizione, sofferenza dove venivano internati i cosiddetti matti, oggi, anche grazie al referendum radicale del 1978, è un luogo di incontro, di dibattito, di confronto.


Luca Coscioni
(Presidente Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica)


Cari colleghi ricercatori,
mi permetto di aggiungere alcune righe a questa lettera di Luca. Personalmente ho fatto l’esperienza nel corso del 2003 di impegnarmi direttamente nell’Associazione. L’ho fatto con timore perché, come tutti voi, ho tantissimi impegni professionali in Italia e all’estero, ma non mi pento: sia Luca che gli attivisti dell’associazione sono riusciti ad utilizzarmi così da non farmi sentire solo un nome prestato all’organigramma – cosa di cui comunque sono orgoglioso - ma persona attiva per il conseguimento di scopi condivisibili. Voglio perciò suggerirvi di prendere in considerazione l’ipotesi di partecipare al congresso del 17 e 18 gennaio, oppure di iscrivervi o, più semplicemente, in caso di altri vostri impegni per quelle date, di inviare un messaggio a Luca e ai congressisti che dovranno prendere importanti decisioni di iniziativa per il 2004. Insomma, fatevi un po’ incastrare…
Con i migliori auguri per il prossimo anno

Giulio Cossu
(Ordinario di Istologia ed Embriologia Medica, Roma La Sapienza; membro del Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni)



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